Stazioni come rifugio, clochard senza un riparo
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A gennaio 2022 chiude la sala d’attesa della stazione di Ladispoli: “questioni igienico-sanitarie” risponde RFI, alla richiesta delle motivazioni. Datempo era diventato il rifugio di tanti clochard. Prima della chiusura è stata offerta ospitalità al dormitorio di Civitavecchia gestito dalla comunità di Sant’Egidio.
I clochard hanno rifiutato. E ciò è bastato a scrollarci di dosso ogni responsabilità e preoccupazione. Notizia di oggi: anche la stazione di Pavia chiude di notte. Molte associazioni impegnate nella solidarietà hanno protestato ma hanno ottenuto un rinvio di 48 ore.
Le Associazioni in prima linea
Caritas, comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa, Casa del giovane, Associazione Ronda della Carità e Piccolo Chiostro sono le realtà pavesi che si occupano dei senza tetto e di altre situazioni di disagio. Grandi o piccole, locali o nazionali ci sono organizzazioni di volontari che tentano di colmare il disagio dove lo Stato non arriva. Dove lo Stato non può arrivare.
Sono tante le stazioni che di notte chiudono le porte ed è facile immaginare che sempre più lo saranno, soprattutto se in alcune ore notturne non ci sono treni in arrivo o in partenza.Come si può invertire questa tendanza? E’ sufficiente scrollarsi di dosso il problema, lavarsi la coscienza con la veloce giustificazione del tanto ci sono i dormitori, andassero li!

In Italia ci sono tantissime associazioni di volontariato, sia nelle piccole città, sia nelle grandi. A Roma, oltre le organizzazioni nazionali, opera l’associazione Binario95 che si rivolge proprio a chi non ha una casa.










