Storia romanzata di una giustizia ingiusta, parte prima

C’era una volta un noto avvocato, figlio di un notissimo avvocato che svolgeva la sua professione nella grande città di Roma. Il noto avvocato trovandosi qualche spicciolo da parte decide di investirlo in una agenzia di viaggi.

Quando questa storia ha inizio, il noto avvocato, viveva in un appartamento di 200 metri quadri, finemente rifinito. L’appartmento fa parte di un villino posizionato in una zona altamente residenziale di Roma.

L’agenzia di viaggi aveva un bel giro di affari. Era un periodo buono per le agenzie: non esisteva internet come lo conosciamo oggi, non c’erano offerte last minute pubblicate on line, l’intermediazione dell’agenzia era indispensabile e non aggirabile. Una buona attività richiede competenza e tempo per svolgerla bene. Il noto avvocato non aveva nè la competenza né il tempo.

Affida quindi, fin dall’apertura, la gestione dell’agenzia ad una persona fidata. Il giro di soldi faceva pensare che tutto andava bene, Il noto avvocato si limitava a dei controlli superficiali forte della fiducia riposta nell’amministratore e dei conti in positivo. Era il periodo in cui un biglietto aereo Roma-Milano costava, indicativamente, 700 mila lire.

Chi conosce il mercato e soprattutto quello dei viaggi, sa benissimo che sulla cifra di 700 mila lire, che l’agenzia deve riscuotere, entro un termine contrattuale, deve inviare l’importo, diminuito da una piccola cifra, all’Alitalia. La cifra che viene trattenuta è la commissione dell’agenzia che serve a ripagare il lavoro di vendita effettuata dalla stessa agenzia.

Anche solo 5 biglietti al giorno, alla fine del mese la cifra si fa interessante. Consideriamo che un’agenzia ha altri “prodotti” oltre la biglietteria: l’intermediazione con i Tour operator ha commisioni più importanti. L’attività è redditizia. Almeno a quel tempo. Nel momento in cui non esistevano nemmeno i voli low cost.

Un bel giorno, al noto avvocato, capita una occasione e decide di non lasciarsela sfuggire: acquista un immobile.

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