Mes o non Mes
Troppo se ne è parlato, troppi ne hanno discusso. Cè chi è contro per principio, chi per considerazioni più o meno verificate, chi è a favore per tal motivo e c’è chi cambia idea ma non si giunge ad una conclusione. Trascorrono le settimane, i mesi si cambia argomento e poi ci si torna su. Nel momento in cui scrivo siamo in piena crisi di governo, qualunque sia l’esito di questa crisi, sia se si formerà il terzo governo Conte, sia se si formerà un governo sulle ceneri del secondo Conte, sia se si andrà a nuove elezioni, non mi sorpenderei se si ritornasse sull’argomento.
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Dove prendere i soldi? del podcast “Next Generation, come farlo diventare un moltiplicatore di sviluppo”
Nello stesso podcast al minuto 50, Fabrizio Pagani ci dice che prendere il Mes potrebbe “costringere” i politici ad utilizzare l’intera cifra per la riforma sanitaria, in quanto destinabili solo alla sanità. Logica che non è propria della politica italiana.
E’ pensiero personale il fatto che non esiste nulla che possa costringere i politici a fare o non fare. Esempio può essere la riforma della prescrizione dei reati che doveva spingere i politici ad approvare la riforma del processo penale. Anche se il Covid potrebbe essere una valida giustificazione…
Il ragionamento che vorrei esprimere in questa sede è di natura prettamente “aziendale” rispondendo a due domande:
- quando un azienda prende a prestito dei soldi?
- a chi si rivolge?
Quando.
La prima domanda ha una risposta molto semplice: quando l’azienda non ha liquidità sufficiente per fare un investimento (ad es. nuovi macchinari)
A chi?
La seconda domanda è un più complessa: la risposta immediata potrebbe essere quella di rivolgersi alle banche ma non sempre il prestito viene concesso o conviene stipularlo. Quindi ci si può rivolgere ai soci o azionisti oppure si può accedere ai fondi specifici per una determinata materia (ad es. innovazione tecnologica)
Chiunque sia il soggetto che concede il prestito, certamente vorrà delle garanzie e porrà delle condizioni per la restituzione. E questo mi sembra rientri nel sapere comune: chiunque abbia sottoscritto un mutuo o un prestito si è trovato di fronte a queste “condizionalità”.
Ma senza sapere nulla di questioni finanziarie chi presterebbe 100,00 euro ad una persona avvezza al gioco? Come minimo chiederebbe un termine temporale per la restituzione e ne imporrebbe un utilizzo che non riguardi il gioco d’azzardo!
Torniamo al MES.
Stabilito che l’Italia non ha soldi, non ha liquidità, non può permettersi di fare un investimento senza ricorrere al debito pubblico che può essere paragonato al finanziamento degli azionisti nell’esempio dell’impresa.
In realtà il Mes ha un unico difetto: non può essere diviso in mille rivoli. Il Recovery Fund invece può esserlo. In effetti così è stato fatto! Il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) scrive:
“Conte voleva distribuire i soldi di Bruxelles secondo criteri politici e clientelari. Ma così, l’Italia mancherebbe l’obiettivo del Fondo Recovery, che dovrebbe spingere verso riforme e crescita addizionale. Ma i politici italiani guardano già verso i prossimi appuntamenti elettorali, probabilmente 2022, al limite nel 2023. Per questi, tanti vorrebbero comprare voti con soldi europei. A questo punto sembra meglio, di togliersi le tentazioni di questo genere con una elezione veloce – nella speranza, che dopo si arrivi ad un Governo più lungimirante”.
Perchè dividere in mille rivoli o micro investimenti il Fondo Recovery può essere un problema?
Senza troppi giri di parole, la risposta può essere semplificata così: perchè è più alto il rischio di non avere un adeguato ritorno dell’investimento (ROI).
Cos’è il ROI (Return Of Investment)
Il ROI è l’indice di redditività del capitale investito o, in altre parole, quanto rende il capitale investito.
Esiste una formula che permette di calcolarlo. Per approfondimenti vedi la pagina di Wikipedia
Torniamo all’esempio dell’azienda. Il titolare stipula il finanziamento e riceve il denaro (in tutto o in parte) con il quale acquista dei nuovi macchinari. Nello stesso mese o dal successivo (a seconda delle condizioni contrattuali) deve cominciare a pagare la rata per la restituzione del finanziamento stesso.
E i soldi per pagare la rata da dove vengono presi? Nel nostro esempio l’azienda non aveva disponibilità economica per l’acquisto dei macchinari quindi si può desumere che non avrà i soldi per pagare le rate. Se fosse così nessuno potrebbe accedere a dei finanziamenti.
Nella realtà le prime rate vengono “anticipate” dalla liquidità, dal denaro proprio dell’azienda. Il resto verrà pagato con i benefici ottenuti con l’ utilizzo dei macchinari finanziati. Cioè, l’utilizzo dei nuovi macchinari deve permettere un flusso di denaro maggiore in entrata, rispetto al periodo precedente l’acquisto.
Riportando questo concetto al governo e quindi al Recovery Fund è preferibile investire in progetti che attivino















