Il sito e-commerce
Se un’azienda non possiede un sito internet non esiste.
Se non hai un sito e-commerce non vendi più
Quante volte hai sentito queste frasi? L’imprenditore più avveduto che non vuole rimanere fuori da questo mercato commissiona un sito internet e naturalmente non ci vuole spendere troppo pur sperando di ottenere il massimo.
Ed anche se ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo (costo) è il principio base dell’economia, occorre fare attenzione a non ottenere il minimo risultato con il massimo sforzo e quindi trasformare l’investimento in una perdita.
La storia comincia nel 2015 tra le mura di una media impresa. L’azienda possiede un sito-vetrina sviluppato da personale interno e vuole compiere il grando balzo: lanciarsi nel commercio elettronico.
L’azienda assume un giovane il quale incarica una società esterna la quale realizza la piattaforma di e-commerce.
Ma il sito va anche riempito: immagini, testi, prezzi, giacenze. Dopo una prima valutazione il giovane (e la direzione) giunge alla conclusione che realizzare con 1.000,00 euro un software che trasmetta i dati dal gestionale all’ecommerce e viceversa ha un costo troppo altro per cui giornalmente importa le giacenze e i prezzi degli articoli che hanno l’anagrafica caricata.
Quotidianamente carica le anagrafiche degli articoli e ne associa l’immagine. Inserisce gli ordini nel gestionale.
In pochi giorni ci si accorge che una sola persona non basta quindi viene assunta una seconda persona e poi anche una terza.
In 12 mesi gli articoli caricati erano circa 2000. Un bel risultato si potrebbe pensare, peccato che gli articoli gestiti dall’azienda superano le 20.000 referenze.
Quali sono quindi gli errori da evitare?
Se vuoi scoprirlo leggi l’articolo: “Il sito e-commerce: condizioni ncessarie” nella categoria informatica.











